venerdì 12 aprile 2013

I Primati negativi dell'Italia .Si salvi chi puo'!


UE: L'Italia, secondi dopo Malta, ha il tasso di inattività femminile 25 - 64 anni
- L'Italia vanta il più alto debito pubblico in rapporto al PIL (debito di 27.000euro per ogni italiano, neonati compresi)
UE: L'Italia è tra i primi nell'UE per l'uso di antibiotici
- L'Italia è l'unico paese dei 27 che conti ben 2 partiti che si fregianodell'aggettivo "comunista" persino nella loro ragione sociale.
- L'Italia vanta la compagine ministeriale più numerosa: oltre 100 fra ministri,vice ministri e sottosegretari
- L'Italia è all'ultimo posto nel rapporto tasse pagate/servizi ricevuti
L’Italia è l’unico paese che disdegna assolutamente di approfittare dei finanziamenti concessi dall’Unione Europea per la realizzazione di infrastrutture indispensabili, in base a ferrei principi di fantasiosa ecologia e di (finto) rispetto delle caratteristiche paesaggistiche e naturali del paese.
- UE: L'Italia ha la maggior evasione fiscale
L'Italia è lo Stato europeo e non solo, con il maggior numero di parlamentariindagati
L'Italia è il quinto maggiore fornitore internazionale di armamenticonvenzionali, specialmente verso i paesi in via di sviluppo
L'Italia ha il record di abuso di alcol in età giovanissima (12 anni). Si trattadell'l'età più bassa in tutta Europa.
UE: L'Italia è in fondo alla classifica per numero di giovani laureati.
L'Italia ha il record delle auto blu: tra stato, regioni, province, comuni, entipubblici e società miste pubblico-private, il totale è di ben 574.215 automobili.
Igiovani italiani risultano avere il minor peso elettorale di tutta Europa.
I giovani italiani hanno i salari tra i più bassi.
Igiovani italiani sono quelli che contano meno in Europa dal punto di vistasociale, economico, demografico e politico.
L'Italia si distingue rispetto ai maggiori Paesi europei per la crescita dellerisorse destinate alle buste paga dei dipendenti pubblici: tra il 2000 e il 2008l'incidenza sul PIL della spesa pubblica per retribuzioni è cresciuta dello 0,5%,mentre nell'area Euro è scesa dello 0,3%.
Secondo una ricerca commissionata da Goodyear Dunlop e che ha interessatoun campione di 3.500 automobilisti intervistati in Belgio, Francia, Germania,Italia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna, gli italiani hanno lo stile di guida piùpericoloso del continente.
Il "terzo settore" è da anni uno dei più potenti veicoli di crescita e diOccupazione. Anche in questo settore il Bel Paese vanta, oggi, primati negativida brivido: il terzo settore occupa in Italia circa 500.000 dipendenti, pari adappena l'1,8% degli occupati, contro il 6,8% in USA, il 4,2% in Francia, il 4% inGran Bretagna e il 3,7% in Germania! (Il Terzo settore è un insieme di istituzioni, di natura privata, che operano nel sistema economico ponendosi tra lo Stato e il Mercato, pur non essendo riconducibili né all'uno né all'altro. Scopo di questi enti è, principalmente, la produzione di beni e servizi a valenza pubblica o collettiva. Si tratta, in particolare, di associazioni di volontariato, di promozione sociale, cooperative sociali, Ong, Onlus, ecc. )
UE: In Italia disoccupazione sale a 8,3%, penultima in lavoro giovanile.
Italia è ultima in Europa nel sostegno alle famiglie.
Per quanto riguarda la quota di spesa nell'ambito di tutte le prestazioni diprotezione sociale, l'Italia tra i 27 Paesi europei precede solo la Polonia.
L'Italia vanta il primato per l'elevato numero di incidenti stradali.
Studio Said Business School, dell'Università di Oxford: Italia fanalino di codaper qualità della connessione a banda larga nella classifica dei 30 paesi delblocco "broadband leadership" e siamo al 17° posto nella Ue per la diffusionedella banda larga.
Siamo al 22° posto nella Ue per numero di famiglie connesse a internet(53%contro la media del 65%).
Diossine: L'Italia è il paese in Europa che ne produce di più. Spulciando l'unicorapporto della Commissione Ue sul rilascio di diossine e furani al suolo (del1999), si scopre che il nostro Paese ne emette il 38% in più della Spagna, il33% della Gran Bretagna, il 29% in più della Germania e ben il il 75% in più diDanimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia messe insieme.
L'Italia ha la più bassa scolarizzazione e occupazione
L'Italia si è guadagnata il titolo di paese europeo con il maggior numero diautomobili: 58 vetture ogni 100 abitanti.
L'Italia ha il record negativo nell'UE per il maggior prelievo fiscale sull'energiaelettrica.
Il sud Italia è la regione più povera d'Europa.
OCSE: Italia maglia nera nella produttività della ricerca. Siamo ultimi per numero di ricercatori rispetto alla popolazione
  • LEGAMBIENTE: ITALIA maglia nera per le emissioni di gas serra.
  • ITALIA maglia nera per gli aiuti pubblici allo sviluppo
Labiodiversità degli ambienti agricoli è in una situazione di grave rischio el'Italia è purtroppo un esempio negativo per l'Europa.
CONFCOMMERCIOConsumi: Italia, maglia nera d'Europa.
ITALIA maglia nera in Europa per sviluppo e innovazioni.
ARCIDONNA, Italia maglia nera per pari opportunità. Il Belpaese è al 21esimoposto in classifica.
UE: Italia maglia nera in Europa in legislazione ambientale.
NOTIZIE SCIENTIFICHE:Fondi per la ricerca, Italia maglia nera in Europa..
UE: Italia ancora maglia nera per procedure aperte.
Secondo l'indagine svolta dall'Ocse (l'organizzazione per la cooperazione e losviluppo economico che ha sede a Parigi) il potere d'acquisto delle buste pagadegli italiani è tra i più bassi dei paesi industrializzati.
Troppo smog nelle città europee. All'Italia primato negativo.
Presentati dall'Istat i risultati dell'analisi sulla qualità dell'aria nelle cittàeuropee, riferiti agli anni 2004-2008, rilevati dal database AirBase dell'Agenziaeuropea per l'ambiente (EEA). Nella classifica delle 30 città europee con lapeggiore qualità dell'aria 17 sono italiane.
Salari pubblici: record negativo nell'UE: in 7 anni aumentati del 47,3%, più deldoppio dei privati.
Italia maglia nera in Europa: ogni anno consumati 20 miliardi di buste inplastica.
Imprenditoria italiana: maglia nera dalla Banca mondiale.
Censis: il nostro Paese ha la maglia nera d' Europa per il calo del lavoro nondipendente, per il ricorso agli orari flessibili, per le imprese che usano ilmodello di partecipazione agli utili da parte dei lavoratori.
L'indagine Paying Taxes 2011 realizzata dalla Banca Mondiale con PwCconferisce all'Italia lo scettro del più gravoso sistema nazionale di prelievofiscale sulle imprese di tutta Europa. Fanalino di coda anche nel mondo.
Cala il peso delle tasse nei paesi Ocse. Italia terza per pressione fiscale.
Come ultimo primato di questa serie aggiungeremmo:
    Primo Paese al mondo per la sopportazione dei troppi soprusi emancanze da parte di chi dovrebbe provvedere.
E' il più grande esportatore di PENTOTHAL, Il Pentothal è un farmaco quasi totalmente inutile negli ospedali, è però la sostanza che viene iniettata per eseguire le pene di morte negli Stati Uniti

E' il più grande esportatore al mondo delle cosiddette "firearms", ovvero armi da fuoco destinate ad un uso non militare, con quasi 250 milioni di dollari di fatturato contro i 114 milioni degli USA.

Detiene il record per il turismo sessuale. 80Mila persone l'anno

INCENDI: 2007, RECORD NEGATIVO UE

ITALIA RECORD NEGATIVO DI IMPOSTE A CITTADINI

NUOVO RECORD NEGATIVO PER L’ITALIA IN SEDE EUROPEA: LA PERCENTUALE DI MASCHI LAUREATI DAI 25 AI 64 ANNI IN ITALIA È ESATTAMENTE LA METÀ DELLA MEDIA UE

OCSE: ITALIA MAGLIA NERA ED AL 20° POSTO PER PIL PRO CAPITE …

L’Italia è pure l’unico paese che, a fronte di una pressione fiscale fra le più elevate del continente, offre servizi ed infrastrutture a livello da terzo mondo, ottenendo in tal modo l’ultimo posto nel rapporto costi/benefici, o se si preferisce qualità/prezzo per i cittadini

L’Italia è anche l’unico paese europeo che, pur non avendo fortunatamente subito in modo diretto l’influenza sovietica, si è dato un governo che si ispira, nella propria condotta politica, all’ideologia marxista-leninista, forse perché è ansioso di verificarne la validità
Italia ultima in Europa per la burocrazia e regolamentazione
Nel decennio 2001-2010 lItalia è stata leconomia europea cresciuta meno,con un tasso medio annuo pari allo 0,2%, contro l1,1% dellUe 

L'Italia detiene poi anche un altro poco invidiabile record per quanto riguarda i ricorsi della Commissione in Corte Ue di Giustizia per la mancata esecuzione di precedenti condanne della stessa Corte

L'Italia è stato nel 2010 lo Stato membro dell'Ue che ha subìto più procedure d'infrazione al diritto comunitario




venerdì 15 marzo 2013

Intervista a Maurizio Cattelan: " Beppe Grillo come Silvio Berlusconi, un ottimo showman"


Fonte :http://www.huffingtonpost.it
“Intorno ai miei lavori si è spesso sollevato un polverone mediatico sensazionalistico che ne ha impedito una lettura approfondita, che andasse oltre alla barzelletta. Mi sembra che la stessa cosa avvenga in politica: si leggono dichiarazioni a caratteri cubitali sui grandi scandali, ma raramente si esaminano i programmi. Il risultato è una analisi superficiale dei contenuti: questo vale sia per l'arte sia per la politica. Suonerà provocatorio, ma cosa succederebbe se invece di scegliere una faccia potessimo votare esclusivamente i contenuti dei programmi?”.

Così parla all’Huffington Post Maurizio Cattelan, uno degli artisti contemporanei più influenti del panorama internazionale. Iconoclasta, incline alla provocazione e dotato di raffinato acume, Cattelan ha annunciato – nel 2011 – il ritiro dalle scene all’apice del successo. Ma se gli chiediamo chi oggi nel panorama politico possa considerarsi un innovatore dotato di spirito di provocazione, l’artista ammette la mancanza di un vero cambiamento, soprattutto nei modi in cui la politica si declina.
Nel 1999 ha appeso al muro il suo gallerista, oggi secondo lei chi andrebbe attaccato al muro tra i candidati premier (Berlusconi, Bersani, Monti, Grillo, Ingroia)?
In democrazia la responsabilità sta nelle mani di chi vota, i candidati non sono altro che l’espressione delle scelte degli elettori. Quello che più mi colpisce è la mancanza di una risposta spontanea a ciò che stiamo subendo, l’apparente incapacità di scendere in piazza e reagire. Dall’era delle ideologie sembriamo piombati nell’era glaciale: siamo diventati spettatori della nostra stessa rovina. Parafrasando un lavoro di Joseph Beuys del 1972, oggi si potrebbe dire “La Crisi siamo Noi”: sembra non riguardarci direttamente, eppure siamo proprio noi ad affondare.
Le novità in ambito politico oggi sono rappresentate da Renzi, Grillo e Ingroia, ma si tratta di vera innovazione o di stanche riedizioni della vecchia classe politica?
Sono le modalità a dover cambiare, non tanto le persone, ma non vedo grandi trasformazioni da questo punto di vista. Idealmente mi affascinano le potenzialità della democrazia diretta: possiamo esprimere il televoto nei reality e nei talent show, ma non sui temi davvero rilevanti. Abbiamo a disposizione una tecnologia immediata e veloce, eppure ci nascondiamo ancora nelle cabine elettorali ogni cinque anni. Come se per comunicare urgentemente usassimo una raccomandata invece di scrivere un sms.
Pensa che il vaffa di Grillo abbia la stessa valenza del suo dito medio davanti alla Borsa di Milano? Cosa ne pensa del M5s?
Trovo che Berlusconi abbia più elementi in comune con Grillo di quanti non ne abbia io. Entrambi sono ottimi showman…personalmente non credo di essere alla loro altezza in materia d’intrattenimento! In generale, la cultura televisiva mi sembra radicata in ogni ambito, come se tutto il paese fosse governato da un telecomando




Identità territoriale: nasce il movimento “Anima Lupus”


Fonte: www.sora24.it

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma del movimento “Anima Lupus”
Definire in modo corretto il concetto di identità culturale oggi, a fronte delle innumerevoli conseguenze che invece concetti come globalizzazione o mercato globalizzato hanno apportato inevitabilmente in ogni ambito della nostra esistenza, pare questione ineludibile.
Questa la mission prioritaria del movimento “Anima Lupus”, ossia quella di considerare il concetto di identità e di appartenenza ad un determinato territorio, alla pari della propria identità biologica. Il nostro codice genetico culturale è infatti strettamente legato ad esempio alla geografia del territorio che ci circonda, ai mestieri che all’interno di questo possono essere svolti, ed alla distribuzione demografica interna al territorio stesso.
Per ciò che concerne la Ciociaria – il Basso Lazio e la Terra di Lavoro più in generale – il processo culturale che ha coinvolto il nostro territorio, soprattutto a partire dall’Unità d’Italia (ma non solo), ha subito un serio danno proprio in seno alla sua immagine, soprattutto a causa della creazione di stereotipi che poco hanno a che vedere con le nostre radici culturali e storiche più autentiche .
“Il progetto dunque del movimento Anima Lupus è quello di salvaguardare e valorizzare il nostro cospicuo patrimonio culturale, mettendo in atto un programma di ricerca e riconoscimento delle diverse tradizioni, con particolare riferimento a quelle orali e immateriali perché più suscettibili a diluirsi nel tempo. Tutto questo attraverso la creazione di un vero e proprio laboratorio che predisponga progetti al fine di ottenere contributi e fondi di diversa provenienza, necessari al sostentamento delle iniziative”, così Drusiana Vetrano, portavoce del movimento e già membro del direttivo FNL. “Le nostre risorse artigianali, artistiche e naturali meritano inoltre strategie di marketing per la loro valorizzazione. A tal fine è stano necessario unire sinergicamente diverse competenze presenti sul nostro territorio”. La presidenza del movimento è stata affidata ad Aldo Chiari, Maestro di Muay Thay responsabile della palestra Total Training Gymnasium/Team Naresuan di Sora nonché preparatore atletico del Veroli Basket, il Responsabile Organizzativo del movimento è invece Simone De Biase, Libero Professionista, Presidente e Fondatore del Circolo dei Briganti e dell’Associazione Gavia”.
P.S.  “Abbiamo scelto il Anima Lupus perché con questo nome intendiamo rievocare un aspetto della vita dei briganti, di chi cioè ha combattuto in nome della propria terra e contro un finto processo di unificazione che celava invece interessi economici. Quello che ha caratterizzato la vita dei briganti è il fatto che questi ultimi fossero considerati dall’invasore piemontese alla stregua dei lupi feroci, i loro corpi esanimi venivano infatti spesso mostrati come trofei di caccia dai soldati sabaudi. Il nome di “Anima lupus” vuole dunque rievocare lo spirito brigantesco e contestualmente la loro difficile condizione di braccati”
Simone De Biase



giovedì 14 marzo 2013

"Le donne non sanno dipingere molto bene, è un dato di fatto."


Fonte: Exibart.com
Ha compiuto 75 anni pochi giorni fa, e Der Spiegel, il più autorevole quotidiano tedesco, ha deciso di omaggiarlo con una bella intervista. Peccato che Georg Baselitz, uno dei più importanti pittori tedeschi insieme a Gerhard Richter, si sia lasciato prendere un po' la mano, e sia incappato in una dissertazione, piuttosto empirica, sul gentil sesso e sulla sua incapacità di dipingere. Esatto, secondo l'artista, il doppio cromosoma xx non avrebbe le caratteristiche adatte per poter avere nel destino quello di essere un bravo artista, o più precisamente, pittrice. «Le donne non sanno dipingere molto bene, è un dato di fatto. Lo comprovano test di mercato, la prova del valore. Ci sono eccezioni, certo, come Agnes Martin o Paula Modersohn-Becker. Ma nessuna è Picasso, Modigliani o Gauguin. Nonostante le studentesse siano la maggioranza che frequenta le Accademie di Belle Arti». Et voilà, la polemica è servita, anche se Baselitz prova a correggere il tiro con motivazioni più psicologiche: «Gli artisti maschi sfiorano spesso l'idiozia, mentre è importante per una donna non esserlo, se possibile, anche per il loro essere madri. Le donne sono più eccezionali nel campo della scienza». Il pittore tedesco ha poi rimarcato il "talento" di Marina Abramovic, ma ancora una volta secondo Baselitz si tratta di un "accessorio" piuttosto inutile per la pittura, perché si tratta di una seduzione in grado di arrivare solo con l'interpretazione: nulla a che vedere con il "mestiere fisico" dell'arte, possibile per secoli solo agli uomini. E tutt'ora di pertinenza maschile secondo il punto di vista di Baselitz. Qualche altro nome di brave donne-artiste secondo il pittore tedesco? Helen Frankenthaler, Cecily Brown e Rosemarie Trockel, «ma c'è un sacco di amore e simpatia nella sua arte, e l'arte deve essere brutale contro la cosa in sé, contro ciò che già esiste» dice della produzione della Trockel. La pittura, insomma, è una cosa per duri. I commenti più carini che si sono levati sull'argomento, finora, hanno definito le convinzioni di Baselitz "le sparate di un vecchio str...o". Quella che lui ha dichiarato debba essere la condizione essenziale per essere grandi pittori. Chissà che ne pensano, per esempio, Marlene Dumas, Tracey Emin o Kiki Smith.

mercoledì 13 marzo 2013

Riconoscibilità del "marchio" dell'artista

Vittorio Sgarbi:"Oggi la produzione di molti artisti contemporanei obbedisce indubbiamente a regole diverse rispetto al quella della ricerca del capolavoro… spesso aderisce a regole di tipo mercantile, e punta più alla quantità che alla qualità. Del resto, tra le regole tipiche del sistema contemporaneo c'è quella della riconoscibilità del "marchio" dell'artista, esattamente come avviene per altri prodotti di consumo: così, ad esempio, tu riconosci Burri per l'utilizzo dei sacchi, de Chirico perché riproduce manichini, Fontana per i tagli, e così via. La ripetizione di uno stesso modulo stilistico è allora perfettamente congeniale alla riconoscibilità dell'artista, e questo contrasta, evidentemente, sia con la nozione di "capolavoro", che è di per sé unico e irripetibile, sia con l'idea astratta di "bellezza", che in questo tipo di ragionamento non trova più posto."




martedì 12 marzo 2013

"Il fine della moralità cristiana non è la felicità terrena"


"Il fine della moralità cristiana non è la felicità terrena, ma l'infelicità terrena. Il fine del cristiano pratico, che vive nel mondo, non è il successo mondano, ma il non-dover-più-agire o addirittura l'insuccesso. Questa infelicità e questi insuccessi sono mezzi e gradi del distacco dal mondo. Esiste ancora cristianesimo? Pare che abbia già raggiunto lo scopo di distaccarsi dal mondo, e cioè di uscire dal mondo. Ma prima di congedarsi ha lasciato sui muro un'iscrizione che non è ancora scomparsa: il mondo è spregevole, il mondo è cattivo, il mondo è corruzione". 
  • (Frammenti postumi "Friedrich Nietzsche)




Baudrillard e il funerale dell'arte contemporanea

Vi segnalo un articolo molto interessante di Luca Beatrice
Fonte : http://www.ilgiornale.it/news/cultura/baudrillard-e-funerale-dellarte-contemporanea-894417.html






Baudrillard e il funerale dell'arte contemporanea

Negli anni '90 il filosofo e sociologo francese anticipò le critiche attuali di Bonami alla spettacolarizzazione del "nonsense". Seppellendo qualsiasi speranza estetica...
«L'arte contemporanea ha finito il suo ciclo e dovrà ricominciare da qualche parte, ma non si sa da dove». A dirlo non è un difensore del classico né un apocalittico convinto che il male assoluto risieda nel presente, bensì Francesco Bonami, il più celebre tra i curatori italiani che dopo aver diretto biennali in tutto il mondo e scritto acuti pamphlet, pare arrendersi all'evidenza che davvero l'arte di oggi sia portatrice di nonsense e che stia miracolosamente in piedi perché un ristretto giro di addetti ai lavori ha deciso così.

Bonami, che sta tentando di spiegare l'arte in tv a un pubblico almeno sulla carta più vasto di quello dei frequentatori di musei e gallerie, è stato intervistato da Pif, alias Pier Francesco Diliberto, nel programma Il testimone su MTV, proprio per andare a fondo sul mistero di quest'arte così astrusa e respingente, il cui mito parte dal 1917 con il primo ready made di Marcel Duchamp, prosegue all'inizio degli anni '60 con la Merda d'artista di Piero Manzoni, fino ad arrivare, nel 1993, all'esposizione di una scatola da scarpe vuota alla Biennale di Venezia, firmata Gabriel Orozco. «Lo fece - spiega Bonami - perché probabilmente non aveva niente da dire».

Certo, l'approccio più ordinario nei confronti del contemporaneo consiste nel prendere le distanze da ciò che non si capisce, però l'accusa di prevenzione non sembra sufficiente perché oggi più che mai l'arte si sottrae al giudizio della logica e neppure gli esperti sono in grado di comprendere il perché delle cose. E non serve continuare a parlare di provocazione, quando sono i tic comportamentali a prevalere, il cliché dell'artista ispirato che non deve rendere conto a nessuno e non si interroga sulle conseguenze del suo fare. Lo afferma candidamente l'inglese Martin Creed, già vincitore del Turner Prize, che in una stanza vuota accendeva e spegneva la luce a intermittenza: «ho fatto questo perché non avevo nessun'idea».
Se per un verso l'arte attrae i media per l'indubbia capacità di costruire fenomeni e contesti sociali specchio della nuova upper class globale, si riscontra altresì il fallimento di una formula ormai quasi centenaria che ha perso lo smalto corrosivo di un tempo e ora, al massimo, diverte ma il più delle volte fa incazzare. Di fronte alla richiesta di spiegazioni, direttori di museo e artisti si nascondono dietro un sorrisino imbarazzato o, peggio, nella totale afasia. Non succedeva certo né con Duchamp, Warhol e neppure Koons, attenti a dimostrare la validità del loro pensiero: i presunti eredi si rivelano pallidi simulacri comportamentali e l'opera, privata di qualsiasi valore intrinseco, ha terminato così la sua corsa.
Viene a proposito la riedizione di alcuni scritti del filosofo francese Jean Baudrillard (scomparso nel 2007) nell'agile volumetto Il complotto dell'arte (SE, pagg. 84, euro 12) per leggere il fenomeno in tutta la sua evidenza: questa volta la morte dell'arte è conclamata e non più rinviabile. Se si prescinde dall'ostilità di qualche passaggio linguistico, a Baudrillard si deve riconoscere una lucida preveggenza. Nel 1994 parlava di «generale malinconia della sfera artistica», in cui «siamo destinati alla retrospettiva infinita di ciò che ci ha preceduti». Se Bonami oggi sostiene che bisogna proteggersi dall'arte divertente, dall'artista idiota, Baudrillard metteva in guardia sul rischio di «ironia fossile» per un'arte caricatura di se stessa. Quando un sistema diventa parodia, anche l'effetto eversivo si traduce in banalità a effetto pubblicitario. L'arte del XXI secolo non è più iconoclasta perché non distrugge immagini come avveniva fino alla pittura astratta, ma anzi fabbrica «una profusione di immagini in cui non c'è niente da vedere».

Prima di andarsene, Baudrillard fece appena in tempo ad accorgersi del crescente successo dell'artista simbolo della nullità contemporanea, quel Tino Sehgal che non concede interviste, non permette di filmare o fotografare le sue performance dove non accade niente di rilevante, tranne il momento in cui incassa lauti assegni da privati collezionisti invasati e musei pubblici irresponsabili. Quest'ultima generazione di artisti ha perfettamente compreso l'essenza pubblicitaria del mondo, applica una messinscena e persino il cinismo di Warhol appare datato e ingenuo. Esiste infatti una differenza tra i profeti del nulla e la nullità eretta a godimento estetico perverso: «la maggior parte dell'arte contemporanea si dedica proprio a questo: ad appropriarsi della banalità, degli scarti, della mediocrità eleggendoli a valore e a ideologia».
Se ne potrà mai uscire? Non certo continuando a rivolgere lo sguardo al passato. Baudrillard affermava di non provare nostalgia per vecchi valori estetici: «l'arte può avere ancora un grande potere di illusione. Ma la grande illusione estetica è diventata una disillusione... e dopo un po' gira a vuoto». Tocca allora arrendersi all'evidenza che non sia più possibile applicare il criterio del giudizio critico sul valore dell'opera ma solo quello della spartizione amichevole e conviviale. Tutti insieme, tutti vestiti di nero, al funerale dell'arte contemporanea.